Bikini Miami Carta Da Zucchero

195,00

“…verso la fine dell’800 si usava importare dall’America lo zucchero avvolto in sacchetti di carta. Siccome allora lo zucchero era considerato un dolcificante pregiato, si è pensato di colorare la carta che lo conteneva in un colore azzurro, per dargli un tono più elegante…”
Svuota
Sizing Guide
COD: MBEA24-02 Categoria:

Descrizione

Bikini Miami Carta da Zucchero

Il bikini Miami carta da zucchero è quel modello sportivo ed elegante allo stesso tempo. Lo suggerisco per le prime esposizioni al sole, in quanto garantisce una abbronzatura ottimale.

Interamente double face: da un lato, un tessuto a tinta unita morbido al tatto che lo rende leggermente più sportivo, dall’altro una texture a costine di tessuto cangiante impreziosisce questo modello, rendendolo unico nel suo genere.

 

Top Miami Carta da Zucchero

Il top Miami carta da zucchero è l’ideale anche per i seni più generosi. Sul davanti, una particolare apertura, creata dall’incrocio dei tessuti che generano due nodi, mette in risalto la parte centrale del seno.

Sul retro, due semplici bretelle fisse incorniciano la parte alta della schiena, alla base i due lacci ne permettono la chiusura regolabile.

 

Bottom Miami Carta da Zucchero

Il bottom Miami carta da zucchero è il costume minimalista per la perfetta abbronzatura. I lacci laterali permettono la regolazione di questo slip, rendendolo altamente versatile e adatto ad ogni silhouette.

Sul retro, una arricciatura alta ne caratterizza il design e allo stesso tempo valorizza il fondoschiena, creando una forma a cuore.

Visita l’intera collezione Beachwear2024.

 

Curiosità su Miami

“…In principio è stata un punto d’accoglienza per i naufraghi: correva il 1870 e il suo terreno costava 75 centesimi per acro. Poi è diventata una piantagione di cocco, nel decennio successivo, rapidamente convertita a più remunerative colture, su tutte l’avocado. Infine l’esplosione degli anni Venti, con l’arrivo degli industriali e dei grandi alberghi, una crescita che neanche l’uragano del 1926 e la Grande Depressione sono riusciti ad arrestare…”